Le dieci cose + 1 da fare e non fare per le vostre edizioni digitali

Le dieci cose + 1 da fare e non fare per le vostre edizioni digitali

Negli ultimi sette anni ho potuto osservare direttamente i principali errori che gli editori tradizionali fanno quando decidono di lanciare un’edizione digitale di una loro rivista.

Di Claudio Brignole

Ho pensato quindi di riunire insieme un po’ di consigli che potrebbero esservi utili per evitare di perdere tempo, soldi e fare un cattivo prodotto che scontenti i vostri lettori.

  1. Smettetela di pensare alle riviste come avete sempre fatto. Ovvero strutturate per essere consultate su carta, con un sommario, un editoriale, le rubriche, la cover story e così via. Non funziona, non c’è verso di usare un modello nato per la stampa con un tablet. Le possibilità sono diverse, diverso dev’essere il modo di proporre i contenuti. Bisogna realizzare un prodotto editoriale apposito e mai e poi mai limitarsi a pubblicare i pdf delle vostre pagine cartacee. Fatelo e fallirete miseramente. Sicuramente.
  2. Anche i contenuti devono essere pensati per essere fruiti su media diversi: web, tablet, smartphone, su carta. Si può scegliere di fare i contenuti differenziati tra carta e digitale oppure testi che possono andare bene ovunque senza necessità di fare aggiustamenti. Se non volete perdere tempo a cambiare i testi basta non scrivere “vedere pag.45”, i tablet e gli smartphone non hanno le pagine numerate! oppure “foto a destra”, in digitale spesso le foto sono usate diversamente e in altre posizioni. Sono piccole cose ma fanno risparmiare un sacco di tempo.
  3. Non pubblicate le vostre riviste con una cadenza mensile! un lettore medio legge una rivista in un paio di giorni. Vuol dire che poi per altri 28 giorni si dimenticherà di voi e successivamente si dimenticherà di voi per sempre. Siamo nell’era del web dove le notizie e gli articoli vengono aggiornati ogni pochi minuti, non si può più pensare di impacchettare un certo numero di contenuti e pubblicarli tutti insieme una volta al mese. È un’idea perdente fin dal principio. I contenuti devono essere pubblicati con cadenza giornaliera o al massimo settimanale in modo singolo, articolo per articolo. Si valorizzano di più i vostri articoli, si spingono i lettori a consultare la vostra app molto più spesso e non solo per due giorni al mese.
  4. Fate promozione della vostra pubblicazione! a seconda del vostro budget potete spendere poco o tanto ma dovete far sapere ai vostri potenziali lettori che ci siete. Non basta pubblicare la vostra app, ce ne sono quasi un milione, come potete pensare che i vostri potenziali lettori vi scoprano per caso?
  5. La promozione deve usare i social network e deve iniziare prima della pubblicazione vera e propria, non dopo. Dovete creare attesa intorno alla vostra pubblicazione puntando sul target di lettori più appassionati.
  6. Una volta pubblicata, ottimizzate le parole chiave negli store e mantenetele aggiornate. È molto importante per farvi trovare facilmente. Create anche un video che spieghi cos’è la vostra pubblicazione e una “landing page” sul vostro sito che riassuma in poche parole cosa offrite.
  7. Adottate una strategia di prezzi semplice e chiara. Gli abbonamenti annuali sono sempre meno utilizzati, lo stesso concetto di “abbonamento” è obsoleto. Utilizzate nuove formule come la “Membership” in cui i membri oltre a leggere i vostri contenuti possano accedere a promozioni e sconti di vostre aziende partner. Così oltre a dare qualcosa di più avete anche l’occasione per stringere nuove alleanze e proporre agli inserzionisti un modo diverso di fare pubblicità.
  8. Cercate, nel limite del possibile, di evitare di far attivare gli abbonamenti o le “membership” all’interno degli store di Apple o Google. Perdete fino al 40% dei vostri profitti. Invece create un vostro sistema di pagamento esterno che inizialmente sarà più costoso ma che si ripagherà molto velocemente.
  9. Scegliete la tecnologia con cui pubblicare i vostri prodotti con molta cautela perché poi potreste non avere modo di cambiarla. Per esempio ora molti editori sono intrappolati nella Adobe Digital Publishing. All’inizio sembra tutto facile, si usa inDesign e si pubblica quasi nello stesso modo della carta stampata ma poi ci si accorge che la soluzione di Adobe costa molto più di molte altre, non è molto flessibile, è continuamente aggiornata (e questo non è un bene come potrebbe sembrare), ti costringe dentro un sistema proprietario che non ti permette di cambiare se non rifacendo tutto quanto da zero. Ci sono soluzioni basate su sistemi aperti come l’html 5 che partendo sempre da inDesign permettono di avere un formato che può essere facilmente trasferito altrove se si ritiene di aver trovato una soluzione migliore e più economica. Ovviamente per ogni caso c’è una soluzione che abbina meglio il costo e il risultato, compresa la Adobe Digital Publishing. Nonostante tutto noi la usiamo da quanto era in versione beta…
  10. Inizialmente puntate solo sulla versione iPad. È l’unica che venderà decentemente. Oltre a far felice Apple, che potrebbe anche decidere di promuovere gratuitamente la vostra pubblicazione se le piacerà, non disperderete energie e costi in altre versioni che sicuramente sarebbero in forte perdita. Con il tempo, quando le spese saranno stabilizzate e le entrate saranno in crescita, create una versione per iPhone realizzata appositamente (non una versione small di quella iPad!) e solo alla fine una versione Android che mediamente non inciderà mai più del 20% del fatturato rispetto a quella per iOS. Le pubblicazioni su Android vendono poco nonostante la maggior quota di mercato. È semplicemente un tipo di utilizzatore diverso. Quello Apple è più incline all’acquisto, quello Android cerca tutto gratis.
  11. Di solito non c’è mai il punto 11, si tende a far cifra tonda ma credo che in questo caso si possa fare un’eccezione perché importante: non aspettatevi di vendere tanto con le vostre edizioni digitali. Solo i grandi editori anglosassoni sono riusciti ad avere soddisfazioni economiche, tutti gli altri arrancano e le vendite mensili sono misurate in qualche migliaio di copie. Apple fa soldi con i giochi e spinge quelli, l’edicola di iOS è trascurata, a partire dall’icona orribile, è diventata una specie di ghetto dove gli editori sgomitano per farsi vedere dai pochi che la aprono. Un’edizione digitale di successo incide massimo del 20% rispetto ai guadagni generati dalle edizioni cartacee, ma la media è più bassa, intorno al 5%.

Quindi il consiglio finale è: fate le edizioni digitali, è necessario per far sopravvivere la vostra testata ma fatele con intelligenza puntando sulla qualità, inizialmente solo su iPad e selezionando la tecnologia che vi permetta di avere il miglior rapporto qualità/prezzo. Infine credo vi serva una consulenza per evitarvi errori e farvi alla fine risparmiare una montagna di soldi e di stress.

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